Carso Isontino – Progetto di Paesaggio PPR Fvg

La Regione Friuli Venezia Giulia ha iniziato un virtuoso processo di pianificazione territoriale legata al paesaggio. L’adottando PPR propone importanti modifiche nel concetto di pianificazione istituendo due precisi e diversi momenti di interpretazione
delle sue linee guida. Un primo momento in cui il piano dovrà trasmettere alla pianificazione subordinata tutte le informazioni utili alla scala locale e una seconda fase in cui i comuni possono individuare progetti di paesaggio da proporre alla Regione per
costruire azioni sul territorio.
I comuni di Sagrado, Savogna d’Isonzo e Doberdò del Lago propongono la loro candidatura per essere un’area di sperimentazione per il PPR e predisporre un Progetto di Paesaggio esteso alla maggior parte del carso goriziano.
Alle dette amministrazioni interessa iniziare un lavoro di coordinamento e progettualità su questo ambito proponendo un progetto paesaggistico di riconquista dei paesaggi storici della landa carsica. Un patto per il paesaggio del Carso Isontino che definisca l’assetto normativo degli strumenti di pianificazione locale, ma che contenga anche una parte di disegno delle strategie che permettano a questo ambiente culturale di diventare un elemento di centralità.

 

ANALISI

Il cambiamento culturale che ha investito le comunità rurali italiane nel corso del ‘900 ha prodotto un graduale processo di abbandono delle attività agricole in aree interne, con conseguente perdita di paesaggio e spesso l’oblio di tutte quelle culture immaterialicollegate alle pratiche secolari dell’agricoltura e della pastorizia.
Inoltre, quale conseguenza del diritto di successione, si è venuto a verificare un frazionamento fondiario che ha portato all’abbandono dei fondi non più economicamente redditizi.
Tale abbandono è stato la causa di un inselvatichimento dei territori con una modificazione del paesaggio che lo rende irriconoscibile, confrontato con quello tradizionalmente esistente.
Si sono fatti interventi a carattere territoriale per riqualificare queste aree: un abbastanza recente PIT Carso ha coinvolto, tra gli altri gli stessi sottoscritti comuni richiedenti.
Sono stati realizzati diversi percorsi sentieristici che attraversano anche le zone interessate dall’archeologica storica relativa alla Grande Guerra. Per tutti gli enti pubblici, come ben si sa, il tema principale resta poi quello della
manutenzione nel tempo, in termini medio lunghi, di questi interventi.
Un processo virtuoso potrebbe essere quello di introdurre nuove forme di gestione territoriale che consentano di riunire funzionalmente superfici fortemente frazionate e abbandonate. Una gestione che si basi sulla collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati.

Una progettazione con la finalità di sviluppare forme di gestione associata del territorio, su un territorio peculiare come il Carso Isontino che interessa i comuni di Sagrado, Savogna e Doberdò del Lago, ove tradizionalmente esisteva un’attività di pastorizia e ove esiste un aspetto turistico rilevante per la presenza dei resti di archeologia storica relativi alla Grande Guerra, può coniugare la riqualificazione e restauro del paesaggio carsico, con la reintroduzione di attività economiche legate alla pastorizia tradizionale, può consentire la cura ed ampliamento della sentieristica relativa ai siti storici con una conseguente attrattività turistica ed escursionistica che consenta pertanto uno sviluppo sostenibile di attività economiche, anche per i giovani.
Il Carso nel PPR viene segnalato come un ambiente di grande valore ambientale anche se negli ultimi 50 anni si è perso molto della complessità ambientale e culturale dei luoghi già martoriati dalla guerra. Il territorio dei comuni richiedenti è stato interessato non solo dagli esiti delle battaglie della prima guerra mondiale, ma anche dagli effetti prodotti dalla costruzione di un sistema di difesa in età della guerra fredda. I vincoli dettati dallo sconvolgimento del suolo dei campi di battaglia e l’aspetto psicologico riversatosi sulla popolazione ha progressivamente impoverito gli usi territoriali che erano centrati su due diversi caratteri proprietari.
I terreni dei privati posti soprattutto nelle aree più fertili e lungo le principali direttrici stradali, e quelle pubbliche (proprietà collettive) sono gestite con il pascolo comune.
Questo ambiente storico emerge dalla consultazione delle mappe storiche che mostrano i villaggi sul colle e quelli al piede con un sistema tentacolare di percorsi che permettevano di raggiungere le risorse pastorali. La carta della regione goriziana all’inizio dell’800 rende ragione del vecchio assetto del suolo caratterizzato da recinti agricoli e pascoli pastorali aperti. La sola eccezione erano i boschi disegnati in marrone che non raramente oltre ai roveri avevano il castagneto così evidente a Castagnevizza.

 

AZIONI

Le azioni relative alla Rete ecologica
Tutte le azioni progettuali proposte intersecano le tre reti strategiche con una particolare attenzione a quella ecologica che si esprime con una strategia locale di restauro paesaggistico.

1. Il progetto di recupero alla funzionalità agricola delle terre pubbliche e private

2. L’acqua del Carso

3. La Cortina di Ferro e la ‘Green Belt’

Le azioni relative alla Rete della mobilità lenta

Il progetto prevede di recuperare con l’attività dell’associazione fondiaria anche le percorrenze che oggi come in antico collegavano i diversi villaggi alle regioni agricole. Ripristinare la transumanza locale di pecore e capre su questi storici sentieri permetterà di evitare che si chiudano di nuovo nella vegetazione come già è accaduto.

4. Riattivazione delle permeabilità sentieristiche storiche

5. Il sentiero transfrontaliero Ungaretti: parco letterario del ’Porto sepolto’

Le azioni relative alla Rete dei beni culturali
La rete dei beni culturali si concentra sui temi del recupero di senso paesaggistico dei luoghi dove si depositano segni archeologici della guerra antica e moderna. Alla rete dei castellieri preistorici si è affiancata quella dei beni relativi alla Grande Guerra che attraversano il paesaggio costruendo una rete di luoghi che avevano reinterpretato la micromorfologia per la guerra di posizione.

6. Le fortezze della preistoria

7. La Grande Guerra: presente!