OMP: Officina di Microprogettazione Pinzanese

FATTI NON SOLO PAROLE:

A PINZANO AL VIA LA PRIMA ESPERIENZA DI MICROPROGETTAZIONE PARTECIPATA DEL FRIULI OCCIDENTALE!

E’ così! Alla fine ce l’abbiamo fatta, il processo per la valorizzazione del patrimonio territoriale pinzanese è partito con la riconquista di un primo luogo residuale, il castello! e sono passati poco più di due mesi dalla mia laurea e dalla chiusura degli incontri della Carta del Paesaggio di Pinzano e Castelnovo, nelle vesti di assistente di Moreno.

E’ importante ricordare come da queste due esperienze, la redazione della mia tesi e la Carta del Paesaggio, sia maturata l’idea che la valorizzazione del patrimonio territoriale dovesse essere necessariamente affrontata su due scale: una scala più vasta, con l’elaborazione di strategie di sviluppo e gestione del territorio per i prossimi vent’anni; dall’altra parte una serie di interventi a scala molto più piccola e che fossero immediati, in grado di recuperare al più presto quel senso dei luoghi che si stava assopendo, all’ombra di questa selva che ormai copre l’intero ambito paesaggistico delle colline argillose.

Alla base di tutto ciò una diagnostica comune fatta di incontri nelle borgate, molteplici escursioni nel territorio; da qui il via a definire quelli che Magnaghi chiama i sedimenti che costruiscono l’identità dei luoghi, e poi la costruzione di progetti di economici a scala locale, sulla base della COOPERAZIONE e della RISORSA PAESAGGIO. Progetti che prevedevano il recupero e la manutenzione di spazi residuali collegati tra loro da vecchi sentieri, un tempo praticati per l’agricoltura e l’allevamento di sussistenza, ora tragitti ad opera di curiosi escursionisti che grazie al Progetto Sentieri, ritrovano nel sentiero CAI 822 un vero e proprio museo a cielo aperto.

Come si evince dalle tavole progettuali della tesi, per rendere facile la concretizzazione di queste strategie ho fornito una scaletta sintetica e chiara di: “cosa” si dovesse fare (scopo progettuale); ”chi” lo potesse fare (quali fossero gli attori locali, come ad esempio le aziende locali che potessero legare la loro attività alla manutenzione del territorio); infine “come” si potesse fare (le azioni materiali e burocratico/legislative, citando ad esempio direttive di leggi regionali necessarie per la gestione del bosco e la ricomposizione fondiaria).

Dopo questo il quadro era chiaro e si doveva avviare il processo! Si è pensato perciò in questa PIANIFICAZIONE DINAMICA  MULTISCALARE e MULTIDISCIPLINARE,  di intervenire dapprima su porzioni di territorio pubbliche con la microprogettazione, sia per arginare lo scoglio del frazionamento particellare (lasciandolo per la sua ampiezza, come problema da risolvere in sede di pianificazione su area vasta)  sia per consapevolizzare la comunità che riappropriarsi dei luoghi è possibile, e con determinate strategie operative sia possibile anche nell’immediato.

Quindi poco dopo le elezioni amministrative del 5 giugno, abbiamo colto l’occasione di una “imminente”  (28 giugno…) serata di lettura per bambini promossa dalla biblioteca di Pinzano e da SeBiCo (servizio bibliotecario convenzionato) destinandola a un luogo divenuto troppo marginale: il castello!

Come già emerso ai tavoli di incontro della Carta del Paesaggio, questo luogo risultava residuale sia per lo smembramento fisico dovuto al terremoto del 76 sia in termini di coscienza di luogo, per opera della dismemoria e dell’esperienza mancata, perchè i rovi e il bosco di nuova successione ne hanno reso la pratica impossibile.

Si è partiti con un operazione preliminare di diboscamento, una sorta di preparazione dell’area, che come nella precedente esperienza di pulizia della Casermetta che ospitava la “Fanteria d’arresto”, ha visto la cooperazione tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni del volontariato locale tra cui SOMSI Pinzano,  ANA Pinzano, PROTEZIONE CIVILE Pinzano, il Progetto Sentieri e qualche privato che ha messo a disposizione la propria attrezzatura. Questo ha permesso il recupero dello spazio sottratto dai rovi, restituendo una eccezionale visuale panoramica sul paesaggio delle colline argillose e sulla valle del Tagliamento, e innescando nuovamente, in colui che osserva, una lettura critica del territorio ed una sua riappropriazione in termini cognitivi.

In seguito abbiamo avviato un laboratorio di microprogettazione partecipata con il duplice scopo di ripresa di coscienza dei luoghi da parte dei ragazzi che vi avrebbero partecipato  (infatti l’idea di “riconquistare” il castello è risultata spontanea e condivisa, un primo passo per la messa in valore del patrimonio territoriale); come secondo fine ma anche come opportunità si è posta l’autocostruzione di postazioni per l’osservazione tematica del paesaggio, che potessero essere fruite dapprima dagli spettatori durante la serata di lettura  e successivamente dagli escursionisti del sentiero CAI822. Tali postazioni sono state allestite mediante la costruzione di arredi in pallets, materiale di risulta che abbiamo reperito da una vicina azienda tessile di Travesio.

Una volta reperito il materiale, ho ritenuto opportuno realizzare personalmente dei prototipi (sedia pinzano 1,2,3 ecc..) da replicare poi con i ragazzi. Questa scelta è stata dettata dal fatto che tutti i ragazzi non avessero mai maneggiato avvitatori, seghe e quant’altro, e avessero poca dimestichezza con la progettazione.

Questo modus operandi ha perciò facilitato la partenza ma non ha limitato la loro fantasia e intraprendenza, permettendo loro già al secondo incontro di progettare e realizzare arredi in completa autonomia, e soprattutto con motivazione. Terminati gli arredi li abbiamo disposti sulla sommità del colle del castello, arredandolo come fosse una stanza di una a casa a scala territoriale: la nostra Pinzano!